OLIVER, cagnolino fobico. Il Canile? Un ricordo lontano

OLIVER - Sogni A Colori

Mi chiamo OLIVER e sono un cagnolino fobico 🙄

Cosa vuol dire “fobico”, mi chiederete. Significa che nonostante io sia ancora un cucciolo ho l’ansia, tremo per un minimo sobbalzo, la mia vita non è stata facile, per nulla, e ho mille e mille paure. Soprattutto dell’essere umano.

Non riesco a raccontarvi cosa mi sia successo in questi primi mesi di vita perché non ne sono capace ma è stato brutto. Tanto brutto 😥

Una notte, durante un temporale, il Canile di Chieri per fortuna mi ha trovato che correvo disperato dentro il giardino di una casa qualsiasi. Ero in panico. Infreddolito. Bagnato come un pulcino. Solo. Terrorizzato fino alla coda e con il cuore a mille.

Quando mi hanno portato da loro erano tutti molto simpatici, c’erano un sacco di miei simili e con qualcuno ho fatto anche amicizia, Semola tra tutti, ma poi un giorno è arrivata la mia nuova mamma – Paola – e si è innamorata di me. Così. Di botto. Guardandomi negli occhi.

All’inizio la guardavo un po’ “storto”.

Dopo qualche visita in canile Paola ha dato il permesso ad Alessia di farmi fare un piccolo viaggio verso la mia nuova casa, la sua. Perché mi voleva con sé.

Adesso ho un posticino solo mio e una bella cuccia e anche se non lo dimostro sono più felice!

Mangio un sacco di leccornie buone e di bocconcini deliziosi, mangio persino le proteine che mi faranno crescere forte e sano, devo ammettere che sono già viziato, non è che io non sia riconoscente di tutto questo, solo che sono sempre bloccato dalle mie paure e non so come uscirne. Dicono che ci vuole tempo.

Sto facendo piccolissimi, impercettibili, progressi verso una vita normale. Anche grazie a Valeria, l’educatrice cinofila e all’altra Valeria che ho conosciuto da pochissimo, la veterinaria comportamentalista.

Per il momento sono ancora un BAUcittadino del Bronx, la notte. Quando è buio, infatti, gioco con i pupazzetti che mi hanno regalato, con la legna che la mamma di Paola usa per la stufa, gioco anche con i cuscini del divanetto, e faccio tante corse su e giù attraverso il grande spazio che mi hanno dedicato.

Durante il giorno, invece, non mi muovo dalla mia cuccia o rimango nei suoi pressi. Mi sento più sicuro. Non si sa mai. Potrebbe sempre arrivare l’uomo nero che mi ha ridotto così.

Lei ha fatto di tutto per entrarmi nel cuore. Non lo posso negare.

Un giorno di Agosto è addirittura entrata nella mia gabbia, si è seduta per terra ed è rimasta lì con me a farmi compagnia per circa due ore. Poi mi ha fatto ascoltare una cosa strana con dei suoni. Mi ha spiegato che quella era la musica. E che a lei piaceva tanto.

Di tutta questa storia a lieto fine vorrei però lanciare un messaggio.

Ci sono tanti cani in canile come me ma anche senza la mia ansia e con tanta voglia di avere una casa vera. Per Natale non acquistare un altro BAU, vai in Canile e ADOTTALO! 😉

Grazie, Oliver (& Paola)

😎

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